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Addominali consapevoli – Per la consapevolezza dei nostri muscoli 

Tutte in palestra a fare l’impossibile?

La vita sedentaria ci rende meno agili, meno flessibili. E poi ci sono le continue tensioni al lavoro, le troppe responsabilità della vita, le corse quotidiane, le giornate che scorrono veloci e piene d’impegni. La gravidanza che spesso scatena una fame irrazionale, il poco tempo da dedicare a noi stesse…

Scatta il momento in cui guardandoci allo specchio entriamo in crisi, non ci piacciamo più. La bilancia è salita un po’ troppo e dobbiamo cambiare.

Siamo convinte che l’unica possibilità per recuperare la forma smagliante sia quella di iscriversi in palestra e fare l’impossibile.

L’istruttore propone un numero infinito di addominali, gli addominali sempre odiati ed evitati in più occasioni. Il tuo corpo vorrebbe scappare, ma scatta l’idea che per raggiungere l’obiettivo della perfezione corporea bisogna soffrire un bel po’ per raggiungere la meta.

Le persone intorno a te si sfiancano di addominali, perché proprio tu dovresti fare resistenza?

Addominali consapevoli – Rispettare corpo e mente

Se ci fermassimo ad ascoltare il nostro corpo, se riuscissimo a sviluppare la giusta attenzione su noi stessi, percependo con chiarezza la struttura scheletrica, muscolare, fasciale e il movimento dei nostri visceri…

Se imparassimo ad ascoltare il fuori, il dentro, il nostro respiro, forse non arriveremmo a violentare improvvisamente il nostro fisico. Rispetteremmo di più il nostro corpo e la nostra mente.

Nella prima infanzia, attraverso un gioco di movimenti rotatori e spinte pressorie, siamo arrivati alla stazione eretta, alla deambulazione. Ogni piccola esperienza motoria ci ha fatto crescere e perfezionare, per arrivare gradatamente ad un’armonia dei movimenti e dei gesti.

Poi intervengono dei cambiamenti e succede che perdiamo l’attenzione su noi stessi. Sarà la scuola che mette dei paletti? Il banco e le sedie che fin da piccoli limitano le nostre esperienze motorie? I genitori che ci dicono continuamente di stare fermi e non fare rumore, per non disturbare gli altri o i signori del piano di sotto?

Non vogliamo essere rimproverati. Abbiamo bisogno di essere accolti, coccolati. Lentamente ci allontaniamo dalle nostre esigenze, dalle continue sollecitazioni del nostro corpo, non ci ascoltiamo più. Iniziamo a guardarci intorno e imitiamo, copiamo dei modelli, a volte senza pensare, senza capire il perché.

Ci allontaniamo dai nostri bisogni, iniziamo a maltrattare la nostra postura, i nostri organi seguendo le mode del momento senza quasi pensare.

Addominali consapevoli – Torturiamo mente e corpo per identificarci con gli altri, per non essere diversi

Non ascoltiamo i messaggi che il corpo ci invia. Subentra la paura dell’ascolto, sviluppiamo automatismi, utilizziamo sempre gli stessi percorsi senza più riflettere.

Il corpo è la nostra splendida macchina, ci porta ovunque, ci permette di andare, tornare, sentire, parlare, mangiare, pensare…

Se siamo alla guida di un’automobile sappiamo quanto sia importante che motore, sistema elettrico, ruote, carrozzeria funzionino in perfetta armonia.

Dobbiamo stare attenti agli ingranaggi, ai rumori, ad ogni singola cosa che possa allarmarci. Se il carburante sta per finire una spia inizierà a lampeggiare informandoci che urgentemente dovremo introdurre l’elemento che permette alla macchina di procedere. Se evitassi la spia luminosa, e la mia mente si allontanasse da quella informazione, la macchina si fermerebbe, perché carente della linfa che le permette la funzionalità.

Anche il nostro corpo formato da muscoli, nervi fasce, scheletro, organi fluidi, etc. accende continuamente delle spie luminose, informandoci di tutto. Spesso, attraverso la malattia dice “Basta!” perché ha bisogno di essere ascoltato, considerato.

Addominali consapevoli – Sta a noi il compito dell’ascolto, della comprensione e del rispetto verso noi stessi

Quando decidiamo il rinforzo dei muscoli addominali, spesso ci mettiamo a fare il classico “cranch“, quasi sempre in apnea. Riusciamo a percepire l’iperpressione di tutta la bolla viscerale e il peso della gabbia toracica e della testa verso il basso? Siamo consapevoli che le continue pressioni possono facilitare un prolasso vescicale, un prolasso uterino o anche un prolasso rettale?

L’obiettivo è il ventre piatto. Non importa se il lavoro è molto faticoso. Non importa se lo svolgiamo controvoglia. Tutti consigliano di muoverci, di bruciare calorie.

Su internet si vendono panche ed oggetti vari per sviluppare addominali. È quasi naturale: fare senza capire.

Abbiamo idea di cosa possa essere una ginnastica addominale ipopressiva? Un lavoro viscerale dei muscoli addominali?

Il paziente che arriva in ambulatorio…

Spesso il paziente presenta alterazioni pelvi-perineali, incontinenza urinaria, fecale, prolasso, ipertrofia prostatica, dolori lombari, diastasi dei retti, dolore pelvico cronico.

Nella scheda di valutazione si chiede al paziente come utilizza il corpo nel quotidiano, se effettua sport. Una percentuale elevata rivela che iniziando il problema d’incontinenza ha ritenuto opportuno avvicinarsi ad una attività sportiva, abituandosi quotidianamente ad un consistente numero di addominali, pensando di fare la cosa giusta.

Inizialmente, nella riabilitazione urogenitale-anale, è un po’ difficile educare il paziente all’ascolto del proprio corpo, sviluppare l’attenzione, cercando di percepire il fuori, il dentro, in relazione ai movimenti che facciamo, o al respiro che adottiamo.

Addominali consapevoli – Guidare la mente all’ascolto corporeo

Non è facile, ma è possibile. Non possiamo proteggere gli organi del piccolo bacino se blocchiamo il respiro e portiamo il tronco verso il pube o le gambe verso il tronco, senza percepire le relazioni corporee durante il movimento.

Non è semplice spiegare all’utente che la rieducazione pelvi-perineale non è solo il risveglio e l’utilizzo di questi muscoli, ma la loro perfetta integrazione con una respirazione adeguata, con la giusta attivazione dei muscoli addominali e con il corpo.

Tronco e bacino sono divisi ed uniti dai muscoli addominali. Esiste una fisiologica distanza tra il diaframma respiratorio contenuto all’interno della gabbia toracica, e il diaframma pelvico che abita all’interno della pelvi, il loro equilibrio funzionale dipende molto dai movimenti e dalle posture che adottiamo.

Se utilizziamo i muscoli addominali in apnea, senza una respirazione adeguata, se assumiamo posizioni che annullano continuamente le curve fisiologiche della colonna vertebrale, il nostro tronco si avvicinerà costantemente alla zona pelvica, creando con il tempo pressioni e alterazioni della colonna vertebrale, dello spazio addominale e pelvi-perineale, che potrebbero facilitare l’insorgenza di discopatie, ernie del disco, ernie inguinali e ombelicali nonché sofferenze e squilibri degli organi del piccolo bacino (vescica-utero-retto-prostata).

Addominali consapevoli  – La consapevolezza corporea la prima tappa terapeutica

Di fondamentale importante per prevenire e riabilitare problematiche strutturali ed organiche che interessino la zona pelvica o il corpo nella sua globalità.

Nasce l’esigenza di mantenere aperto lo spazio toraco-addomino-pelvico, affinché  ciò avvenga bisogna educare attentamente il paziente all’ascolto corporeo ai movimenti facili ad una respirazione guidata, allo sblocco delle retrazioni esistenti.

Se tutto diventa facile è possibile apprendere ed imparare. Se le articolazioni scapolo-omerali sono in posizione neutra, se la gabbia toracica è flessibile ed elastica, i muscoli addominali possono essere attivati in stiramento. Sia in statica che in dinamica, sia attraverso un lavoro scheletrico ma anche viscerale, inserendo durante l’allenamento, respirazioni funzionali e ipopressive. Evitando le apnee!

Questo lavoro cosciente ed attento permetterà di stabilizzare la pelvi, gli organi del piccolo bacino e la postura.

 

Loredana La Torre
Fisioterapista, specialista in uro-riabilitazione (Nuovo Regina Margherita Roma)
www.optimalia.it

Insegnante di “Addominali Senza Rischio” (metodo ideato da Blandine Calais Germanais) è autrice del libro Triangoli dimenticati. Dove abita il perineo.

 

 

Take Home Message
Addominali consapevoli – Per la consapevolezza dei nostri muscoli – Correre in palestra per fare una serie infinita di addominali per recuperare la linea non è sempre una buona idea. Soprattutto se questi vengono svolti in modo scorretto. Per questo diventa importante educare il paziente all’ascolto corporeo, ai suoi movimenti, ma anche ad una corretta respirazione, così come allo sblocco delle retrazioni esistenti. Anche al fine di evitare l’insorgenza di discopatie, ernie del disco, ernie inguinali e ombelicali nonché sofferenze e squilibri degli organi del piccolo bacino (vescica-utero-retto-prostata).

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